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Il primo modello a motore centrale - posteriore della IsoRivolta fu la Varedo, una sportiva estrema.

Presentata nel 1972, prese il nome della cittadina in cui, l’anno precedente, era stato costruito il nuovo stabilimento.

Piero aveva dettato una condizione: il tetto della Varedo non avrebbe dovuto essere più alto del suo stesso ombelico!

 

Nei piani c’era una serie limitata con carrozzeria in fibra di vetro, ma ne produssero soltanto un esemplare, un piccolo assaggio, dunque, di quella che sarebbe diventata una delle auto più veloci del mondo.

 

Nel 1971, per poter mantenere la propria autonomia, la IsoRivolta costruì un laboratorio più piccolo e più efficiente, per contrastare l’andamento negativo del mercato che aveva costretto la maggior parte dei costruttori indipendenti di auto sportive dai marchi altisonanti a vendere o chiudere. L’Azienda più tardi si rese conto che aveva bisogno di maggiori finanziamenti, che furono offerti da una holding internazionale. Tuttavia, successivamente, questa scoprì le proprie carte e rivelò i propri veri obiettivi e filosofie, diversi da quelli della IsoRivolta. Di conseguenza, nel 1973 Piero Rivolta sentì la necessità di lasciare la compagnia, seguito a breve dalla maggior parte dei suoi dipendenti.

 

Alla fine del 1974, tutte le attività dell’Azienda sotto la nuova proprietà terminarono. Rivolta acquisì nuovamente il marchio IsoRivolta assieme a vari telai e parti meccaniche – sufficienti a costruire undici Grifo A3C come Sanction II. Donò queste componenti a un gruppo di ex dipendenti IsoRivolta autorizzati a usare il marchio soltanto su queste undici vetture.

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