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· ISO CARRO

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Il primo modello era un semplice tre ruote aperto, senza abitacolo, con motore da 125 cc, seguito dal grazioso Isocarro, 150 cc, con un abitacolo confortevole e un manubrio motociclistico. La versione da 500 cc, invece, era dotata di un volante tradizionale.

 

In seguito, fu creata la gamma di un autocarro leggero, chiamato Autocarro Iso 400, che montava un motore a cilindri opposti da 400 cc.

Nel 1993 Piero Rivolta fu contattato da un gruppo italiano con la proposta di costruire una linea di quadricicli, un tipo di veicolo appena riconosciuto dal ministero dei Trasporti. La IsoRivolta ne produsse circa duemila, sia con motore a benzina sia diesel, più due prototipi elettrici – uno in Europa e uno a Sarasota (in collaborazione con la University of South Florida).

 

Isigò fu un progetto molto eccitante che riportò Piero indietro nel tempo, alla sua giovinezza e all’avventura dell’Isetta. In parte ispirato a questo leggendario modello di city car, fu realizzato da Zagato per il Salone di Ginevra del 1998 un prototipo denominato IsoCity, basato proprio sul telaio meccanizzato della Isigò. 

La costruzione di questi quadricicli, effettuata non a Bresso, ma in uno stabilimento nell’Italia centrale, doveva servire anche ad addestrare gli operai a lavorare su una nuova vettura sportiva, un’altra Iso Grifo. Il prototipo venne sviluppato da Piero e i suoi collaboratori: aveva un telaio d’alluminio molto futuristico con una gabbia centrale assai robusta. La concept avrebbe dovuto avere la possibilità di cambiare forma di carrozzeria molto facilmente, secondo i desideri dell’acquirente. Era dotata di sospensioni speciali che si adattavano anche al fuori strada. Purtroppo, il prototipo rimase a Milano e non venne mai prodotto nello stabilimento distaccato.

 

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